Alla GAM, protagonista indiscusso della pittura di paesaggio in Sicilia è Francesco Lojacono, il “ladro del sole”. Lojacono studiò a lungo nell’atelier dei fratelli Palizzi a Napoli e presso i Macchiaioli a Firenze.
La sua pittura di paesaggio si colloca in una dimensione senza tempo, prestando attenzione alle sperimentazioni sul vero. L’Ottocento, infatti, è stato denominato “il secolo della natura”, dal momento che in pittura il paesaggio viene analizzato con gli occhi della scienza: elementi atmosferici, connotazioni topografiche, ma anche ispirazione ed esplorazione estetica.
Nelle opere di Lojacono rivivono la natura e i paesaggi della Sicilia nonché lo speciale rapporto che l’artista ha con Palermo e i suoi dintorni: la natura ridente, il mare spumeggiante, la Conca d’Oro e le atmosfere di una città che lentamente si avvia verso la modernità.

Francesco Lojacono, Veduta di Monte Catalfano, 1865-1870, olio su tela
Raccontano bene questa idea della pittura di paesaggio opere quali Veduta di monte Catalfano (1865-1870) in cui la dimensione del formato orizzontale – di tipo fotografico – mostra tutti gli elementi presenti nella natura, la piana e la montagna, le agavi e i fichidindia, inondata da una luce cristallina, insieme al carro con i buoi e a due contadini e una donna che animano timidamente la scena.

Francesco Lojacono, Veduta di Palermo dallo stradale di Santa Maria di Gesù,1875, olio su tela
Una delle più note e significative tele è Veduta di Palermo (1871), che esalta il paesaggio della Conca d’Oro, rappresentato con grande precisione e ricchezza di particolari. Sullo sfondo del quadro si vede la città, felicemente ubicata tra il verde, il mare e il cielo arioso.

Francesco Lojacono, Vento di montagna, 1872, olio su tela
Alla fase che guarda alle stagioni e agli agenti atmosferici corrisponde Vento di Montagna (1872), in cui il vento è protagonista ammantando figure e vegetazione.

Francesco Lojacono, Autunno sull’Anapo, 1907, olio su tela
Con l’avanzare dell’età la pennellata di Lojacono diviene meno meticolosa e descrittiva e si concentra sull’idea di rappresentare il paesaggio come “stato d’animo”: acque stagnanti, vegetazione fitta e fogliame sono tra i protagonisti di opere quali Vasca con foglie (1897 ca) che ritrae l’aquarium dell’Orto botanico di Palermo o Autunno sull’Anapo (1907 circa), opera avvolta da un sentimento di malinconia.