
Al secondo piano della Galleria troviamo ad accoglierci un capolavoro del Simbolismo, Il peccato di Franz Von Stuck, in cui una moderna Eva, disinibita e sicura di sé si mostra a torso nudo allo spettatore, con fare ammiccante e avvolta da un pitone. Una donna che sfida la morale comune e la cui immagine è racchiusa da una cornice che rimanda al sacro di un’edicola votiva. Emergono tutti i sentimenti contrastanti della società e del patriarcato nei confronti di quelle donne sopra le righe, attualissime e indipendenti, spesso anche frequentatrici dei migliori salotti europei.

A questa tipologia di donna corrispondono perfettamente Emiliana Concha de Ossa de la Femme aux gants di Giovanni Boldini, o il Ritratto della signora A.C. di Lino Salvatico: donne avvenenti dell’alta società, abituate a frequentare feste e salotti della Belle Époque parigina. Queste figure, eredi della visione duplice dell’Ottocento, sono pretesto per la sperimentazione di linguaggi pittorici di altissima qualità, ma allo stesso tempo sembrano restituirci solo alcuni aspetti del femminile.