LA SCULTURA NELLE COLLEZIONI DELLA GAM

LA LETTERATURA E LA STORIA “SCOLPITE”

I temi storico-letterari sono ampiamente rappresentati nelle opere della GAM.

Benedetto Civiletti, Dante fanciullo (Dantino), 1875 ca., marmo

A queste opere tematiche appartiene a pieno titolo il Dantino (1875) di Benedetto Civiletti, un Dante fanciullo che vede per la prima volta Beatrice, una fine e graziosa scultura tutta sentimento e semplicità che fa parte di quella tendenza a rappresentare personaggi famosi raffigurati da bambini o adolescenti nell’atto di meditare sul loro futuro destino, tipica del tardo Romanticismo.

Mario Rutelli, Gli Iracondi, 1910 ca., bronzo

All’universo dantesco rimanda anche il celebre gruppo scultoreo di Mario Rutelli, Gli Iracondi (1910 ca.). Esso rappresenta una scena del canto settimo dell’Inferno dantesco: due anime dannate in preda all’ira violenta, immerse nel fango, si percuotono a vicenda, fino a sbranarsi. Una scena drammatica in cui l’espressività dinamica di anatomie e volti ne fanno un capolavoro e un simbolo del museo.

Domenico Delisi, L’angelo di Moore (Cherubino di Moore), 1925, marmo

Al mondo letterario rimanda anche l’Angelo di Moore, opera in marmo nel 1925 di Domenico Delisi, sul modello in gesso ultimato dal padre Benedetto nel gennaio 1875.

Il tema si ispira al poema dell’irlandese Thomas Moore, amico di Byron, Gli amori degli angeli, in cui si narra la vicenda dell’angelo caduto Rubi che si è innamorato di una fanciulla terrena e lo scultore lo rappresenta in maniera struggente nella sua disperazione e appesantito da ali fattesi pietra.

Alessandro Rondoni, Syra (Sira), 1877, marmo

E ancora, ad esempio, la Syra (1877), di Alessandro Rondoni, che ci rappresenta l’affascinante personaggio della schiava africana, descritto nel popolare romanzo storico Fabiola di Wiseman.

Domenico Trentacoste, Caino, Datazione incerta, marmo

Al racconto biblico si rifà la scultura di Domenico Trentacoste, un tormentato Caino – di datazione incerta e su modello del Pensatore di Rodin – in cui la tensione morale e il senso di colpa per l’uccisione del fratello sono espressi molto bene dalla posizione del personaggio e dalla forte tensione muscolare, che descrive bene il passaggio dalla dimensione ferina a quella umana.

Domenico Trentacoste, Faunetta, 1910-15 ca., scultura in marmo

Dello stesso artista e legata a un mondo immaginario del mito è la bella e ammirata Faunetta (1910-1915) del bosco, ripresa accovacciata mentre beve una ciotola d’acqua, acquistata alle Biennali, che evoca atmosfere simboliste.

Benedetto Delisi, Cristoforo Colombo in catene, 1872, marmo

Infine, il Cristoforo Colombo in catene (1872), riprodotto mentre veniva riportato prigioniero in Spagna, diviene simbolo di un’analogia di destini. La scultura evoca infatti proprio quello de “l’eroe dei due mondi” e testimonia la fortuna in epoca romantica dei personaggi storici italiani e la costruzione del mito di Giuseppe Garibaldi, nella politica come nell’arte di quel periodo.