
Valerio Villareale, Baccante danzante, 1838, marmo
Negli stessi anni giunge al Museo la dinamica eleganza delle danze della Baccante danzante (1838) di Valerio Villareale, maestro e iniziatore di una scuola di scultura palermitana nella prima metà dell’Ottocento. Villareale studiava i modelli classici e moderni e proprio grazie ad essi ebbe grandi riconoscimenti a Roma nella cerchia di Canova e poi a Caserta, dove aveva diretto la decorazione istoriata per la Sala di Marte per Gioacchino Murat.

Antonio Ugo, U Carusu, (Bimbo con pala), 1895, gesso
Inoltre, il grande scultore Antonio Ugo dona al Museo un nucleo di ben quaranta opere, che affrontano tematiche dal realismo sociale al classicismo fino alla sintesi plastica novecentesca: dall’opera Rosa e spine, che testimonia la sua collaborazione con l’architetto Basile e la ditta di mobili e decorazioni Ducrot, al gesso U Carusu, un fanciullino che riposa dal duro lavoro, che fa riferimento al ciclo de “I Vinti” di Giovanni Verga.

In ultimo, ma non per importanza, il grande scultore Ettore Ximenes, nell’opera Ecce mater mostra una figura caratterizzata dall’eleganza solenne e quasi drammatica del gesto, unito alla naturalezza della mossa del bimbo che sembra voler stringere il volto della madre servendosene come appoggio per compiere i primi passi sulla balaustra.