IL RITRATTO NELLE COLLEZIONI DELLA GAM

AUTORITRATTO

Due autoritratti presenti nel percorso espositivo appaiono esemplificativi delle differenze che emergono nel modo di rappresentare se stessi da parte dei pittori nel corso del tempo.

Giuseppe Patania, Autoritratto giovanile, 1807, olio su tela

Nel suo Autoritratto giovanile (1807) Giuseppe Patania si presenta con tutto l’ardore e la dedizione alla sua professione. Nell’opera i capelli sembrano mossi dal vento, lo sguardo è sincero e appassionato, le labbra sono appena schiuse in un’espressione sorridente. Rivolto verso lo spettatore, come osservandosi in uno specchio, Patania dipinge se stesso all’età di ventisei anni e sembra volere rappresentare tutto il suo entusiasmo per la pittura, indicata dalla cartella di disegni che tiene con la mano sinistra e dalle matite nella destra.

Renato Guttuso, Autoritratto, 1936, olio su tela

Risale a più di un secolo dopo l’Autoritratto di Renato Guttuso (1936), dipinto dall’artista di Bagheria all’età di ventiquattro anni, che non si auto-rappresenta come i pittori del passato, mentre dipinge. Guttuso, invece, si ritrae da una visione ravvicinata e sghemba in una posa di inattività. L’atteggiamento è piuttosto malinconico, enfatizzato dal fatto che la testa poggia sulla mano sinistra. Una sigaretta sbilenca pende dalla sua bocca, ma nonostante l’attitudine che emerge dalla sua posizione, gli occhi sono invece attenti e vivaci, così come la pennellata è nervosa e irruenta, trasmettendoci aspetti profondi dello stato d’animo e della personalità del giovane artista.