Fin dalle sue origini, la città di Palermo ha sviluppato un legame profondo col suo mare, elemento fondamentale nella vita e nella storia cittadina. Scelta dai Fenici nel VII secolo a.C. per la creazione di un importante scalo commerciale proiettato sul Tirreno, Palermo è stata per secoli una città che ha fondato la sua identità sul mare.
Lo testimoniano le sue cinque borgate marinare, ricche di storia e di tradizioni secolari e che basavano la loro economia sulla pesca, anche del tonno: l’Acquasanta; l’Arenella, Vergine Maria, Sferracavallo e Mondello. Luoghi ripresi anche dai pittori della Galleria per la loro bellezza e oggi fortemente trasformati dalla speculazione edilizia.
Controverso, infatti, appare oggi il legame della città con il suo mare, come testimonia la vicenda della costa sud cittadina, con una perdita pressoché definitiva della propria peculiarità di lungomare e località balneare di grande bellezza. Oggi, questa costa di Palermo – divenuta un “non-luogo” – attende una riqualificazione profonda, ma nell’Ottocento e nella prima metà del Novecento era molto frequentata da residenti e turisti, vissuta e ritratta proprio nelle opere dei pittori della GAM.

Ettore de Maria Bergler, Vecchio Porto, 1909, olio su tela
Protagonisti d’eccellenza di numerose tele che ritraggono i dintorni di Palermo sono le coste rocciose racchiuse da grandi montagne e lo splendido mare cristallino. In quasi tutte queste opere appaiono elementi che ci rendono riconoscibile il golfo di Palermo, scorgendo a distanza Monte Pellegrino o capo Zafferano o, ancora, il profilo dei tetti di chiese e palazzi del centro storico cittadino, come nella magistrale veduta della Cala di Palermo, Vecchio Porto di Ettore De Maria Bergler, grande interprete della stagione artistica cittadina tra Ottocento e Novecento.