La collezione della GAM testimonia la percezione di un’epoca e documenta le tematiche oggetto di studio di cui gli artisti si fecero interpreti. Tra queste, un ruolo di rilievo lo ebbe l’immagine della città di Palermo, sulla scia del Grand Tour che – attraverso le rappresentazioni dei suoi viaggiatori – influenzò la tradizione locale di pittura di paesaggio. Le opere esaltano l’incantevole bellezza dell’ambiente naturale tra monti e mare della città. Inoltre, a partire dagli anni trenta dell’Ottocento, in concomitanza con la riscoperta negli studi dell’architettura medievale siciliana, l’interesse per queste tematiche si tradusse pittoricamente nella scelta di rappresentare una serie di scorci dei monumenti di Palermo di epoca arabo-normanna. Sia i vedutisti che i pittori di paesaggio raffigurarono Palermo da diversi punti di osservazione, entrati a pieno titolo nell’immaginario della città. Da sud, ovvero dalle falde di Monte Grifone, dall’area del convento francescano di Santa Maria di Gesù e dalla spiaggia di Romagnolo – Acqua dei Corsari; dai monti alle sue spalle, presso Monreale, Boccadifalco e Monte Billiemi; e, infine, ritrassero Palermo vista da Monte Pellegrino, l’elemento naturale più caratterizzante, un landmark che diviene esso stesso il simbolo della città. In questa serie, scopriamo come i pittori della GAM, tra cui – tra gli altri – Erulo Eroli, Francesco Lojacono, Michele Catti, hanno raccontato Palermo e il suo territorio, ma anche la sua storia, attraverso diverse modalità del linguaggio pittorico e all’interno di generi pittorici differenti.




